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GLI EFFETTI SULLA SALUTE DELL’ALIMENTAZIONE BIOLOGICA

L’importanza di mangiare sano puntando a prodotti di filiera corta 

C’è un tema rilevante al centro del dibattito internazionale sullo sviluppo sostenibile, sull’individuazione di sistemi agroalimentari in grado di conciliare la fornitura di alimenti sicuri e di qualità con la tutela delle risorse naturali, della biodiversità e con il contenimento delle emissioni di CO2.

GLI EFFETTI SULLA SALUTE DELL’ALIMENTAZIONE BIOLOGICA

Secondo il report Human health implications of organic food and organic agriculture del Parlamento Europeo, il consumo di alimenti biologici può ridurre il rischio di malattie allergiche e di sovrappeso e obesità, ma l’evidenza non è conclusiva a causa di probabili fattori confondenti residui, poiché i consumatori di alimenti biologici tendono ad avere stili di vita complessivamente più sani.

Studi epidemiologici hanno riportato effetti negativi di alcuni pesticidi sullo sviluppo cognitivo dei bambini agli attuali livelli di esposizione, ma finora questi dati non sono stati applicati nelle valutazioni formali del rischio dei singoli pesticidi. Le differenze nella composizione tra colture biologiche e convenzionali sono limitate, come un contenuto leggermente più elevato di composti fenolici nella frutta e verdura biologica e probabilmente anche un contenuto inferiore di cadmio nelle colture cerealicole biologiche.

Di maggiore preoccupazione è l’uso prevalente di antibiotici nella produzione animale convenzionale come fattore chiave della resistenza agli stessi nella società; l’uso di tali farmaci è meno intensivo nella produzione biologica.

L’obiettivo a lungo termine dello sviluppo di sistemi alimentari sostenibili è considerato un’alta priorità da diverse organizzazioni intergovernative per influire positivamente sulla salute umana, sul benessere degli animali, sulla sicurezza alimentare e sulla sostenibilità ambientale.

Uno dei principali vantaggi della produzione di alimenti biologici è l’uso limitato di pesticidi sintetici, che porta a bassi livelli di residui negli alimenti e quindi a una minore esposizione ai pesticidi per i consumatori. Riduce inoltre l’esposizione professionale dei lavoratori agricoli agli stessi antiparassitari e l’esposizione alla deriva delle popolazioni rurali.

Sebbene i livelli di esposizione riscontrati nei paesi europei siano generalmente simili o leggermente superiori alle concentrazioni riscontrate negli studi statunitensi, il rischio di effetti avversi sullo sviluppo neurologico nelle popolazioni europee deve essere ulteriormente caratterizzato.

Un recente rapporto ha utilizzato i dati statunitensi sugli effetti negativi sui livelli di QI dei bambini in età scolare per calcolare i costi approssimativi dell’esposizione agli organo fosfati nell’UE. Il numero totale di punti QI persi a causa di questi pesticidi è stato stimato a 13 milioni all’anno, per un valore di circa 125 miliardi di euro, circa l’1% del prodotto interno lordo dell’UE. Sebbene vi sia una certa incertezza associata a questo calcolo, molto probabilmente rappresenta una sottostima, poiché si è concentrato solo su un gruppo di pesticidi.

In ultima analisi, gli studi (pochi) effettuati sull’uomo che hanno controllato direttamente gli effetti degli alimenti biologici sulla salute umana, hanno finora prodotto alcune osservazioni interessanti: è stato infatti riscontrato un minor rischio di allergie infantili, minor sovrappeso/obesità degli adulti e provocato meno malattie, come il linfoma non-Hodgkin, nei consumatori di alimenti biologici.

 

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